La Gioia Beethoveniana invade Pesaro

A conclusione della stagione sinfonica l’Orchestra Sinfonica G. Rossini ha deciso di proporre la Nona Sinfonia, universalmente riconosciuta come la sinfonia della gioia.

Nel proporre questo capolavoro della cultura europea, ha deciso di suggellare un rapporto speciale con il Giappone, affidando la direzione a Hideaki Hirai, giovane e promettente direttore d’orchestra del Sol Levante, profondamente legato alla Nona. Hirai può già vantare una direzione di quest’opera da standing ovation al New York Festival, una direzione dinanzi al Santo Padre e ben due opere inedite. Ritornando al Rossini, non solo il direttore è giapponese ma anche buona parte del coro, composto da oltre 90 coristi che assieme a 4 solisti hanno intonato il famosissimo “Oh Amici, non questi suoni!”.

Ai membri dell’associazione “Amici dell’Orchestra Rossini” è stata offerta un’opportunità inedita: quella di assistere alle prove generali. Io ci sono andato per voi

La presidentessa Pamela Salucci ci racconta che l’associazione, nata da pochi mesi ma già partecipata, ha come scopo quello di avvicinare la Rossini al suo pubblico, e lo fa in due modi. Da una parte lo coinvolge nella vita dell’orchestra, offrendo una nuova visione delle sue attività; dall’altra vuole creare una rete di relazioni tra i suoi soci favorendo dunque l’aggregazione tra gli amanti del genere.

L’ufficio stampa, Elisa D’Angeli, ci ricorda, invece, come questo concerto, oltre che a celebrare il 25° anno di attività, è stato occasione per confermare le linee programmatiche dell’OSR che guardano al contempo agli artisti professionisti del territorio e allo sviluppo di relazioni internazionali.

Al presidente, Saul Salucci, chiediamo invece di raccontarci la collaborazione con un direttore e un coro Giapponese: “Piacevole conferma è stato il rapporto con il direttore Hideaki Hirai che annunciato come talento nipponico ha messo in mostra oltre che la proverbiale precisione orientale, un’ampia capacità espressiva”

Il direttore Hideaki Hirai ricorda il suo legame con la Nona, e ci rivela la speranza che ha ogni volta che la dirige: “Spero che diventi l’inno di un mondo di pace e che unisca gli uomini attraverso il suo potere e la sua energia.”

Leonardo Cori

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