Il “contagio” delle emozioni: una riflessione sulla partenza del teatro

A quattro mesi dalla ripartenza, ci siamo trovati a riflettere sull’impatto che la pandemia ma soprattutto la cultura hanno su di noi. 

“Senza teatro non si può vivere bene” sono le parole di Gilberto Santini, direttore del Consorzio Marche Spettacolo e di AMAT. “Lo pensavamo, ma ora lo abbiamo sperimentato. Abbiamo bisogno di uno specchio con cui divertirci vedendo riflessi i nostri vizi, con cui riflettere sul senso delle cose che accadono. Abbiamo bisogno del teatro e il teatro ci aspetta, senza rischi”. E noi operatori del Servizio Civile presso il Consorzio, partecipando agli eventi, ne abbiamo constatato la veridicità. 

Proprio perché il teatro è espressione della contemporaneità, è giusto che anche questo evento traumatico venga rappresentato, in qualche modo, sul palcoscenico. Questo mondo ora necessariamente si intreccia alla realtà post-Covid. 

Esempi espliciti di questa inclinazione sono spettacoli come L’attore nella casa di cristallo e Promenade de santé di Marche Teatro, che ragionano su come il Covid abbia cambiato il nostro modo di vivere il teatro. 

Il Covid ha cambiato anche le modalità di fruizione degli spettacoli: attraverso inconsuete restrizioni in platea e in scena, a cui gli operatori hanno risposto lavorando instancabilmente per garantire una programmazione teatrale che rispetti le norme e consenta al pubblico di tornare in sala. Nasce così lo slogan “Teatro. Felicità responsabile”, che dal 15 giugno sensibilizza gli spettatori sulla frequentazione sicura e coinvolgente che il teatro è in grado di offrire. Radio Clandestina, ad esempio, il primo spettacolo dal vivo nell’Italia post-lockdown, ha visto la partecipazione in sala del pubblico con tutti i dispositivi di sicurezza previsti, registrando il sold out a entrambe le repliche previste. Questo a dimostrazione che a teatro “l’unico contagio che accade è quello delle emozioni” (G. Santini, 2020).

In tutta Italia, infatti, sono stati registrati oltre 1120 appuntamenti, che hanno avuto luogo sia in teatri che in spazi all’aperto, contando più di 140000 presenze complessive per tutta l’estate (Amat, 2020). 

Sembriamo tutti “animati da una disperata vitalità”, commenta Gilberto Santini citando Pasolini, la quale ci spinge a guarire, e pian piano ripartire. Tuttavia, questa che stiamo vivendo non è una ripartenza, ma una partenza. Ora tutto è cambiato: “Ci siamo sentiti soli e smarriti, avvertendo acutamente la nostalgia dell’altro, degli altri”. Il compito della cultura, però, non è quello di aiutare a dimenticare ciò che è accaduto, ma di aiutare a capirne il senso. Ed è per questo che il teatro ora ha bisogno di partire, ritrovando nella nostra quotidianità una fonte di stupore e lanciandosi in questa nuova avventura.

D’altronde, “le Marche sono da sempre tra le prime in Italia per qualità artistica e occorre riannodare i fili spezzati dal lockdown”: dobbiamo quindi cercare di dare di nuovo espressione ai desideri e alle speranze racchiusi nel nostro cuore, e il teatro può aiutare a ricordarcelo. Questa è la sfida.

Marianna Scognamiglio
Ilaria Ciaroni

Fonti:

Amat (6 ottobre, 2020). PIÙ DI 1.120 APPUNTAMENTI IN ESTATE NEI CIRCUITI TEATRALI REGIONALI DI ARTI; I LUOGHI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO SI CONFERMANO PARTECIPATI E SICURI. Tratto da: https://www.amatmarche.net/piu-di-1-120-appuntamenti-in-estate-nei-circuiti-teatrali-regionali-di-arti-i-luoghi-dello-spettacolo-dal-vivo-si-confermano-partecipati-e-sicuri/

Santini, Gilberto (17 settembre, 2020). Intervista. Il Resto del Carlino. 

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