Tra Rinascimento e contemporaneità: Lotto, Topo Gigio e Caldura

Nonostante le difficoltà recentemente affrontate, anche quest’anno Patrimonio in Scena torna a portare lo spettacolo in luoghi non convenzionali.

Un progetto speciale nato dalla collaborazione tra Regione Marche, Consorzio Marche Spettacolo e Musei, Archivi e Biblioteche Marche, volto a valorizzare il nostro patrimonio culturale attraverso eventi di spettacolo dal vivo. Tra i vari spettacoli di quest’anno, quali Due passi a cura di Hangartfest a Pesaro, In nome della madre di AMAT a Cossignano (AP) e Lorenzo Lotto e il dattiloscritto dal cielo. Una storia vera a cura del Consorzio Marche Spettacolo a Jesi e Recanati, abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare a quest’ultimo sabato sera nella suggestiva cornice della Biblioteca Planettiana di Jesi.

Lorenzo Lotto e il dattiloscritto dal cielo. Una storia vera è una conferenza-spettacolo che, narrando a due voci la vicenda di un misterioso dattiloscritto, collega sorprendentemente le storie di due pilastri della cultura italiana: il pittore Lorenzo Lotto e Topo Gigio.

Enrico Maria Dal Pozzolo, un professore universitario, ci ha introdotto all’argomento presentandoci uno scambio di mail tra lui e la signora Rosanna Medici, la cui voce è stata interpretata dall’attrice Margherita Stevanato. Lo scambio parte dal momento in cui Rosanna, in possesso del dattiloscritto di Federico Caldura su Lorenzo Lotto, contatta il professor Dal Pozzolo poiché esperto del pittore veneziano, in quanto curò varie mostre proprio su Lotto, anche a livello internazionale.

La conferenza è poi proseguita con una presentazione di Lotto, della sua vita, dei suoi spostamenti e delle sue opere. Argomenti forse già noti ad un pubblico marchigiano, visti i numerosi quadri presenti anche nelle chiese e nei musei del nostro territorio. Quello che però ci ha sorpreso è stata l’analisi della profondità dei sentimenti che emergono dalle opere di Lotto: il professore, citando anche altri critici come Bernard Berenson, Roberto Longhi e Anna Banti, ci ha illustrato la sensibilità che distingueva Lotto dai suoi contemporanei. “The dark side of Renaissance” lo definiva Berenson, in quanto capace di dipingere i mutamenti dei sentimenti dell’animo umano, anche quelli più oscuri, a dispetto delle luci protagoniste dei quadri di Raffaello, Michelangelo ecc.

Ma ora forse vi chiederete, che c’entra Topo Gigio? La risposta l’abbiamo trovata nella seconda parte della conferenza.

Per chi non lo sapesse, Topo Gigio è stato creato da Federico Caldura insieme alla moglie dell’epoca, Maria Perego. Il simpatico pupazzo divenne un successo planetario: approdò persino in America, dove Ed Sullivan lo coinvolgeva in sketch divertenti assieme ai grandi personaggi degli anni ‘60, come il jazzista Louis Armstrong.

Ora, se vi ricordate bene, Federico Caldura è l’autore del dattiloscritto che la fortunata Rosanna si trovò tra le mani. In questo dattiloscritto, Caldura ripercorre l’esperienza artistica di Lorenzo Lotto e analizza con un’acuta sensibilità alcune delle sue opere, dimostrando un’intelligenza raffinata. Incompleto al momento della morte dell’autore, lo scritto venne portato a termine e pubblicato dall’amico Mario Faustinelli, il quale cercò di riassemblare fedelmente i pensieri di Caldura come pezzi di un puzzle. A questo punto, il dattiloscritto passò da Mario al fratello, il quale lo passò successivamente a Rosanna, sua grande amica.

Torniamo quindi all’iniziale scambio di mail tra Rosanna e il professore, momento in cui decisero di far partire la ricerca dei famigliari di Caldura per la rivendicazione del dattiloscritto. Dopo vari tentativi, Rosanna riesce a trovare Maria Perego, ex moglie di Caldura, che dopo varie reticenze acconsente ad incontrarsi con il professore per discutere le sorti del dattiloscritto. Purtroppo, questo incontro non è mai avvenuto, ma prima di morire tra i due ci fu una telefonata, della quale noi abbiamo avuto l’occasione di ascoltarne un breve frammento registrato.

A questo punto, i nostri due protagonisti, Rosanna e il professor Dal Pozzolo, decidono di trasferire questo dattiloscritto a Loreto, nell’archivio della Santa Casa, dove già si trovano degli scritti di Lotto risalenti al suo periodo marchigiano.

Secondo il nostro punto di vista, questa conferenza-spettacolo è stata un’esperienza particolare che, se da un lato ci ha coinvolto nel giallo del destino del dattiloscritto di Caldura, dall’altro ci ha appassionato perché è riuscito a collegare due personaggi apparentemente opposti: uno, Topo Gigio, estremamente fortunato e coinvolgente, amato da tutti, l’altro, il pittore Lorenzo Lotto, un outsider del suo tempo. Ed è proprio in Federico Caldura, personaggio dalla sensibilità incredibile, forse un po’ outsider come Lotto, forse tanto intelligente e creativo come Topo Gigio, che si intrecciano tutti i fili del racconto, rendendolo così il vero protagonista della nostra storia.

Marianna Scognamiglio
Ilaria Ciaroni