CONTAMINARTI 2.0: il nostro nuovo progetto di Servizio Civile Regionale. Presenta la tua candidatura!

Vivi un’esperienza di servizio civile nel mondo della cultura, delle arti e dello spettacolo dal vivo!

Siamo alla ricerca di n. 9 operatori volontari (4 per Consorzio Marche Spettacolo, 3 per Sineglossa, 2 per AMAT) da avviare al servizio nel prossimo settembre 2021 nell’ambito dei progetti d’intervento di servizio civile “Nuova Garanzia Giovani”.

Agli operatori volontari in servizio civile spetta un assegno mensile di 439,50 euro lordi.

Il Bando è rivolto ai giovani NEET (Not in Employment, Education or Training) che hanno aderito alla nuova Garanzia Giovani (Iniziativa per l’Occupazione Giovanile – IOG) attraverso il sito dedicato: www.garanziagiovani.anpal.gov.it o presso i CPI della Regione Marche (www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Centri-Impiego/Contatti-Sedi-Orari), residenti o domiciliati nelle regioni italiane e nella Provincia Autonoma di Trento, in possesso dei requisiti previsti all’articolo 4, elencati all’interno del bando.

In aggiunta ai requisiti sopracitati, il candidato dovrà essere automunito e in possesso della patente di guida, e possedere e saper utilizzare pc portatile e smartphone, così da poter prendere parte alle attività del progetto ContaminArti 2.0 attivamente.

Il progetto

L’obiettivo principale del progetto ContaminArti 2.0 è quello di potenziare e sviluppare la categoria sociale e culturale di “pubblico” (audience), esplorando aspetti e connessioni inusuali o poco approfondite, formando al tempo stesso figure professionali in grado di padroneggiare strumenti di management strategico per la gestione del pubblico, delle attività promozionali e comunicative connesse al mondo dello spettacolo dal vivo e per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.

L’obiettivo verrà perseguito attraverso un anno di servizio civile durante il quale gli operatori volontari potranno misurarsi e confrontarsi con le attività e le azioni che i tre enti creatori del progetto abitualmente realizzano e sviluppano.

il consorzio marche spettacolo

Il Consorzio Marche Spettacolo (CMS) accoglierà 4 operatori volontari da inserire in ambito del progetto ContaminArti 2.0, un’esperienza di servizio civile di un anno, durante il quale gli operatori volontari potranno misurarsi e confrontarsi con le attività e le azioni che il Consorzio Marche Spettacolo abitualmente realizza e sviluppa.

Leggi di più sul CMS

ATTENZIONE: per presentare domanda di servizio civile presso il Consorzio Marche Spettacolo si dovrà far riferimento al progetto Contaminarti 2.0 (codice progetto 1068417, ente accoglienza Consorzio Marche Spettacolo SU00386A08) e selezionare:

SEDE DI ATTUAZIONE

  • codice GG2021036 denominazione sede CONSORZIO MARCHE SPETTACOLO – PALAZZO DELLE MARCHE

Le candidature dovranno essere presentate entro e non oltre il 14/07/2021.

SCOPRI COME CANDIDARTI:

Bando Servizio Civile Regionale

Progetto ContaminArti 2.0

Sintesi Bando e contatti

Il “contagio” delle emozioni: una riflessione sulla partenza del teatro

A quattro mesi dalla ripartenza, ci siamo trovati a riflettere sull’impatto che la pandemia ma soprattutto la cultura hanno su di noi. 

“Senza teatro non si può vivere bene” sono le parole di Gilberto Santini, direttore del Consorzio Marche Spettacolo e di AMAT. “Lo pensavamo, ma ora lo abbiamo sperimentato. Abbiamo bisogno di uno specchio con cui divertirci vedendo riflessi i nostri vizi, con cui riflettere sul senso delle cose che accadono. Abbiamo bisogno del teatro e il teatro ci aspetta, senza rischi”. E noi operatori del Servizio Civile presso il Consorzio, partecipando agli eventi, ne abbiamo constatato la veridicità. 

Proprio perché il teatro è espressione della contemporaneità, è giusto che anche questo evento traumatico venga rappresentato, in qualche modo, sul palcoscenico. Questo mondo ora necessariamente si intreccia alla realtà post-Covid. 

Esempi espliciti di questa inclinazione sono spettacoli come L’attore nella casa di cristallo e Promenade de santé di Marche Teatro, che ragionano su come il Covid abbia cambiato il nostro modo di vivere il teatro. 

Il Covid ha cambiato anche le modalità di fruizione degli spettacoli: attraverso inconsuete restrizioni in platea e in scena, a cui gli operatori hanno risposto lavorando instancabilmente per garantire una programmazione teatrale che rispetti le norme e consenta al pubblico di tornare in sala. Nasce così lo slogan “Teatro. Felicità responsabile”, che dal 15 giugno sensibilizza gli spettatori sulla frequentazione sicura e coinvolgente che il teatro è in grado di offrire. Radio Clandestina, ad esempio, il primo spettacolo dal vivo nell’Italia post-lockdown, ha visto la partecipazione in sala del pubblico con tutti i dispositivi di sicurezza previsti, registrando il sold out a entrambe le repliche previste. Questo a dimostrazione che a teatro “l’unico contagio che accade è quello delle emozioni” (G. Santini, 2020).

In tutta Italia, infatti, sono stati registrati oltre 1120 appuntamenti, che hanno avuto luogo sia in teatri che in spazi all’aperto, contando più di 140000 presenze complessive per tutta l’estate (Amat, 2020). 

Sembriamo tutti “animati da una disperata vitalità”, commenta Gilberto Santini citando Pasolini, la quale ci spinge a guarire, e pian piano ripartire. Tuttavia, questa che stiamo vivendo non è una ripartenza, ma una partenza. Ora tutto è cambiato: “Ci siamo sentiti soli e smarriti, avvertendo acutamente la nostalgia dell’altro, degli altri”. Il compito della cultura, però, non è quello di aiutare a dimenticare ciò che è accaduto, ma di aiutare a capirne il senso. Ed è per questo che il teatro ora ha bisogno di partire, ritrovando nella nostra quotidianità una fonte di stupore e lanciandosi in questa nuova avventura.

D’altronde, “le Marche sono da sempre tra le prime in Italia per qualità artistica e occorre riannodare i fili spezzati dal lockdown”: dobbiamo quindi cercare di dare di nuovo espressione ai desideri e alle speranze racchiusi nel nostro cuore, e il teatro può aiutare a ricordarcelo. Questa è la sfida.

Marianna Scognamiglio
Ilaria Ciaroni

Fonti:

Amat (6 ottobre, 2020). PIÙ DI 1.120 APPUNTAMENTI IN ESTATE NEI CIRCUITI TEATRALI REGIONALI DI ARTI; I LUOGHI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO SI CONFERMANO PARTECIPATI E SICURI. Tratto da: https://www.amatmarche.net/piu-di-1-120-appuntamenti-in-estate-nei-circuiti-teatrali-regionali-di-arti-i-luoghi-dello-spettacolo-dal-vivo-si-confermano-partecipati-e-sicuri/

Santini, Gilberto (17 settembre, 2020). Intervista. Il Resto del Carlino. 

Tra Rinascimento e contemporaneità: Lotto, Topo Gigio e Caldura

Nonostante le difficoltà recentemente affrontate, anche quest’anno Patrimonio in Scena torna a portare lo spettacolo in luoghi non convenzionali.

Un progetto speciale nato dalla collaborazione tra Regione Marche, Consorzio Marche Spettacolo e Musei, Archivi e Biblioteche Marche, volto a valorizzare il nostro patrimonio culturale attraverso eventi di spettacolo dal vivo. Tra i vari spettacoli di quest’anno, quali Due passi a cura di Hangartfest a Pesaro, In nome della madre di AMAT a Cossignano (AP) e Lorenzo Lotto e il dattiloscritto dal cielo. Una storia vera a cura del Consorzio Marche Spettacolo a Jesi e Recanati, abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare a quest’ultimo sabato sera nella suggestiva cornice della Biblioteca Planettiana di Jesi.

Lorenzo Lotto e il dattiloscritto dal cielo. Una storia vera è una conferenza-spettacolo che, narrando a due voci la vicenda di un misterioso dattiloscritto, collega sorprendentemente le storie di due pilastri della cultura italiana: il pittore Lorenzo Lotto e Topo Gigio.

Enrico Maria Dal Pozzolo, un professore universitario, ci ha introdotto all’argomento presentandoci uno scambio di mail tra lui e la signora Rosanna Medici, la cui voce è stata interpretata dall’attrice Margherita Stevanato. Lo scambio parte dal momento in cui Rosanna, in possesso del dattiloscritto di Federico Caldura su Lorenzo Lotto, contatta il professor Dal Pozzolo poiché esperto del pittore veneziano, in quanto curò varie mostre proprio su Lotto, anche a livello internazionale.

La conferenza è poi proseguita con una presentazione di Lotto, della sua vita, dei suoi spostamenti e delle sue opere. Argomenti forse già noti ad un pubblico marchigiano, visti i numerosi quadri presenti anche nelle chiese e nei musei del nostro territorio. Quello che però ci ha sorpreso è stata l’analisi della profondità dei sentimenti che emergono dalle opere di Lotto: il professore, citando anche altri critici come Bernard Berenson, Roberto Longhi e Anna Banti, ci ha illustrato la sensibilità che distingueva Lotto dai suoi contemporanei. “The dark side of Renaissance” lo definiva Berenson, in quanto capace di dipingere i mutamenti dei sentimenti dell’animo umano, anche quelli più oscuri, a dispetto delle luci protagoniste dei quadri di Raffaello, Michelangelo ecc.

Ma ora forse vi chiederete, che c’entra Topo Gigio? La risposta l’abbiamo trovata nella seconda parte della conferenza.

Per chi non lo sapesse, Topo Gigio è stato creato da Federico Caldura insieme alla moglie dell’epoca, Maria Perego. Il simpatico pupazzo divenne un successo planetario: approdò persino in America, dove Ed Sullivan lo coinvolgeva in sketch divertenti assieme ai grandi personaggi degli anni ‘60, come il jazzista Louis Armstrong.

Ora, se vi ricordate bene, Federico Caldura è l’autore del dattiloscritto che la fortunata Rosanna si trovò tra le mani. In questo dattiloscritto, Caldura ripercorre l’esperienza artistica di Lorenzo Lotto e analizza con un’acuta sensibilità alcune delle sue opere, dimostrando un’intelligenza raffinata. Incompleto al momento della morte dell’autore, lo scritto venne portato a termine e pubblicato dall’amico Mario Faustinelli, il quale cercò di riassemblare fedelmente i pensieri di Caldura come pezzi di un puzzle. A questo punto, il dattiloscritto passò da Mario al fratello, il quale lo passò successivamente a Rosanna, sua grande amica.

Torniamo quindi all’iniziale scambio di mail tra Rosanna e il professore, momento in cui decisero di far partire la ricerca dei famigliari di Caldura per la rivendicazione del dattiloscritto. Dopo vari tentativi, Rosanna riesce a trovare Maria Perego, ex moglie di Caldura, che dopo varie reticenze acconsente ad incontrarsi con il professore per discutere le sorti del dattiloscritto. Purtroppo, questo incontro non è mai avvenuto, ma prima di morire tra i due ci fu una telefonata, della quale noi abbiamo avuto l’occasione di ascoltarne un breve frammento registrato.

A questo punto, i nostri due protagonisti, Rosanna e il professor Dal Pozzolo, decidono di trasferire questo dattiloscritto a Loreto, nell’archivio della Santa Casa, dove già si trovano degli scritti di Lotto risalenti al suo periodo marchigiano.

Secondo il nostro punto di vista, questa conferenza-spettacolo è stata un’esperienza particolare che, se da un lato ci ha coinvolto nel giallo del destino del dattiloscritto di Caldura, dall’altro ci ha appassionato perché è riuscito a collegare due personaggi apparentemente opposti: uno, Topo Gigio, estremamente fortunato e coinvolgente, amato da tutti, l’altro, il pittore Lorenzo Lotto, un outsider del suo tempo. Ed è proprio in Federico Caldura, personaggio dalla sensibilità incredibile, forse un po’ outsider come Lotto, forse tanto intelligente e creativo come Topo Gigio, che si intrecciano tutti i fili del racconto, rendendolo così il vero protagonista della nostra storia.

Marianna Scognamiglio
Ilaria Ciaroni

Smartworking: ecco la musica che ci dà la carica

Quando da un giorno all’altro ci si ritrova l’ufficio sul divano, l’attenzione potrebbe calare e la produttività risentirne. Noi operatori del servizio civile ci motiviamo così.

Se come noi ora sei con le pantofole ai piedi e le mani alla tastiera, forse saprai di cosa stiamo parlando. Motivarsi a portare a termine un progetto quando il letto è a soli due passi può essere complicato. Eppure c’è chi lo smartworking lo fa ormai da anni, spesso per scelta, e nonostante tutte le distrazioni, hanno portato avanti le loro mansioni da casa ben prima di essere costretti a farlo.

La musica è (quasi) sempre la soluzione a tutto. Anche in questo caso, premere play e lasciar scorrere le canzoni che più ci stimolano può essere un buon modo per portare a termine il nostro lavoro. Senz’altro, per renderlo più dinamico e piacevole!

Per questo motivo, abbiamo preparato 4 playlist, secondo i gusti di Marianna, Alessandra, Ilaria e Marco, membri del team di servizio civile per il Consorzio Marche Spettacolo. Ognuna con la sua personalità, speriamo che queste playlist sapranno incentivare anche voi!

Se come Marianna hai voglia di cantare, scuotere la testa e sentirti viva, la sua playlist saprà attivarti non appena ti alzerai. Un’ondata di energia, perfetta anche per fare le pulizie, usando la scopa come microfono ed il soppalco come palcoscenico.


Alessandra ha un animo delicato e gentile, ma anche profondo. A lei motiva la musica tranquilla, dai battiti leggeri e costanti, e quella dai ritmi danzanti e teatrali. Una playlist che fa venir voglia di ballare un lento sotto le stelle.


Una playlist adatta ai cambiamenti d’umore di questa quarantena. A Ilaria piace alternare profondità d’animo e spensieratezza a piacimento. Per lo smartworking sceglie canzoni dalla melodia familiare, alcune upbeat per darsi brio e altre più tranquille per concentrarsi.


Una playlist da giovane musicista. L’animo indie-rock di Marco si sente sin dalle prime note, che suonano nella testa durante il lavoro in attesa di abbracciare una chitarra e suonarle da sé. Particolare e con una poetica in chiave moderna.


Avete trovato la vostra playlist ideale tra le proposte? O magari qualche nuovo suggerimento da aggiungere alla vostra? Nella speranza di essere stati d’ispirazione, noi continueremo ad aggiornarvi sui nostri punti di vista e sulle curiosità anche a distanza. #distantimavicini #andràtuttobene

Ilaria Ciaroni